1° Guerra contro gli Alieni
F-104 STARFIGHTER OAF (Out of Atmosfere Fighter)
9° Gruppo misto Italo-Tedesco
Piloti: Maj. Michael Schroer IJBc32 Luftwaffe- Cap. Giulio Vallone AMI 6° Stormo Diavoli
Rossi- Ghedi (Bs)
Nel natale del 1982 navi aliene hanno fatto base sulla luna creando un avamposto per una
futura invasione.
Aspettando il grosso delle loro forze, che sono ancora in viaggio verso il sistema solare,
vogliono saggiare la risposta terrestre con incursioni mirate alle basi militari della terra.
Piccole astronavi partono da basi situate sull’altra faccia della luna riuscendo a bombardare
in cinque giorni New York, Pechino, Mosca, Il Cairo, Roma, Tokio, Parigi e Londra
seminando morte e distruzione.
Queste entità non hanno però ancora incontrato, nella loro storia di conquista, pianeti
abitati da razze già evolute nel volo, incontrando la risposta immediata della Terra.
Europa, America, Russia e Cina stanno freneticamente approntando caccia che
possano contrastare il nemico.
Quattro Shuttle armati e due stazioni orbitali russe sono già state lanciate intorno al
pianeta a supporto dell’EDA (Earth Defence Army).
Questo per offrire anche basi per i nostri velivoli.
In attesa del rapidissimo sviluppo di un caccia terrestre da interdizione nello spazio,
(progetto su cui stanno lavorando i migliori team aeronaurici mondiali senza distinzioni
ideologiche o nazionalistiche) , in Europa gli specialisti hanno dovuto lavorare su quello
che le linee di volo offrivano.
Italia e Germania hanno preparato in tempo record una modifica al mitico “Spillone”, in
forza alle due aviazioni.
Sono stati adattati, attorno alla cellula, quattro razzi per avere spinta direzionale e
frenante in assenza di gravità.
Ovviamente il caccia ha ricevuto una avionica che gli permette di operare nello spazio
tenendosi continuamente in contatto con la Guida caccia sita nella base spaziale “Free
Europe”.
La scarsa dotazione di lancio lo ha fatto soprannominare dai piloti “due colpi e via”…
Due razzi bastano però a colpire le piccole basi aliene che orbitano a supporto delle loro
navette da combattimento.
Il cannone Vulcan, modificato per avere una più alta velocità di colpi all’uranio impoverito,
permette la difesa contro le navicelle armate.
Il 104 può partire a decollo verticale grazie al serbatoio supplementare.
Una volta fuori può essere rifornito agganciandosi alla base spaziale “Free Europe” che
garantisce anche il turn-over dei piloti.
Questo specifico caccia è stato pilotato dal nipote dell’asso tedesco Werner Schroer.
Michael Schroer ha voluto le stesse insegne del Messerschmitt 109 che suo nonno,
allora capitano, pilotò in Libia nel 1942 durante la seconda guerra mondiale.
Anche il Cap. Vallone ha un nonno che pilotò lo stesso aereo, però meno famoso perché
appartenente all’Aviazione Nazionale repubblicana.
Un pezzo di storia che unisce due uomini contro la prima minaccia all’umanità intera.
Nel settembre 1983 questo caccia fu distrutto da un missile alieno partito dalla luna
mentre il Capitano Vallone cercava di piazzare i suoi razzi contro un loro radar orbitale.
Il Maggiore Schroer assistette all’abbattimento dalla base spaziale terrestre e fu sconvolto
a tal punto dalla perdita del compagno che, rientrato sulla terra, fece domanda di
essere integrato nel gruppo Caccia Intercettori dell’est europeo.
Grazie alla creazione di un caccia OAF derivato dal Mig-29 Fulcrum, molto più performante
del 104, ottenne 32 vittorie.
Tutte dedicate al collega scomparso.
IL MODELLO
Questo caccia in 1/72 parte dalla scatola Italeri ed è stato totalmente modificato per
ricreare questa storia “What if”…
Le quattro ali a supporto dei razzi direzionali sono state riprodotte in resina, usando come
master le ali del kit.
I quattro razzi a “supposta” sono stati modificati da pezzi di recupero.
Anche il serbatoio per la partenza dalla Terra proviene dalla “banca pezzi”.
Le decals raffigurano questo esemplare “misto”, nato dalla collaborazione italo-tedesca.
Ovviamente reca le due insegne nazionale e gli stemmi dei due gruppi: l JBC. 32 tedesco
ed il mitico 6° Stormo dei Diavoli Rossi.
M.A. Ferri