Un Tifone  …………. biposto

Italeri/Revell  1/72 

Il futuro caccia europeo nasce dalla esigenza delle varie nazioni che compongono il consorzio  di avere una moderna macchina per la superiorità aerea  , il  tutto nasce nel 1976 da una serie di specifiche emesse in maniera autonoma ma tutte inspirate al modello statunitense F16 presentato nel 1975.

Iniziano gli Inglesi che con la specifica AST-403 cercano di andare incontro alle richieste della RAF per un caccia medio-leggero in grado di svolgere missioni di attacco al suolo e superiorità aerea sul campo di battaglia sostituendo i Jaguar e gli Harrier , in questo quadro si inseriva il progetto P.96 della Bae , un bireattore con ala a freccia moderata  e LERX ( estensione del bordo di entrata alare alla radice) . Contemporaneamente anche in Italia l’Alenia ( allora Aeritalia )  aveva allo studio un progetto analogo ( studio 320 ) della classe dell’F16 azionato da un motore RB199 ;così come in Germania le industrie Tedesche avevano allo studio dei progetti similari.In considerazione anche della positiva esperienza maturata con il consorzio Panavia per la realizzazione del Tornado nel 1979  questi 3 paesi con la partecipazione della Francia dettero il via ad una serie di contatti ufficiali per la realizzazione di un futuro Tactical Combat Aircraft  ; nel frattempo i singoli paesi continuano a portare avanti i propri progetti , in modo particolare nel 1981 la British Aerospace lavora sul progetto P.106 LCA ( Light combat Aircraft ) secondo la formula del delta canard motorizzato con un RB.199 per poi passare al P.110 motorizzato con due RB.199.La MBB presenta il simulacro del TFK-90 alla fiera di Hannover del 1980 , mentre l’Alenia prosegue i suoi studi con il  Ait 303 .Nell’Aprile del 1982 la Bae , Alenia ed MBB aprono un ufficio congiunto per lo studio di un caccia Europeo  prendendo come base il P.110 il cui simulacro venne presentato a Farnborough caratterizzato da una doppia deriva e denominato ACA ( Agile Combat Aircraft ) . L’ACA nasce per iniziativa privata dei costruttori , ma rispondeva solamente alle specifiche della RAF della Luftwaffe e dell’Armè dell’Air ma non a quelle dell ‘AMI che vedeva nella elevata “ maneggevolezza” un limite per le altre prestazioni in modo particolare la velocità.Da questo momento lo sviluppo del futuro caccia Europeo diventa un “affare” politico ,  viene ordinato dal Ministry of Defence di Londra un dimostratore tecnologico EAP ( Experimental Aircraft Programme ) una sorta di prototipo dell’EFA . Nuovi mutamenti politici portarono ad un ridimensionamento della partecipazione Tedesca  e quindi della MBB al progetto ; sarebbe stata responsabile del tronco di coda ma venendo a mancare il suo contributo allo sviluppo  la Bae ,come capo-commessa , ripiega su una deriva unica simile a quella del Tornado . L’Alenia partecipa con un importante contributo allo sviluppo dell’ala . Anche la Francia , a sorpresa , nel 1983 espone un proprio simulacro al salone di Le Bourget , si tratta del Dassault ACX quello che sarebbe divenuto il futuro “Rafale”.I due dimostratori vengono completati nel 1986 , l’ACX compie il primo volo il 4 luglio mentre l’EAP vola  l’8 di agosto; sono due aerei molto simili in quanto nascono dalla stessa concezione “eurocanard” : ala a delta classico ,alette canard,due motori di media potenza , baricentro arretrato e comandi di volo computerizzati per esaltare l’agilità .Altre novità si registrano nel campo degli accordi , se nel 1983 a Colonia viene firmato un patto fra i rappresentanti della difesa di Francia,Germania, Gran Bretagna,Italia e Spagna  , nel 1985 a Torino un ulteriore accordo ( Turin agreement ) non viene firmato dalla Francia che da questo momento in poi si dedica esclusivamente al Dassault “Rafale”   peraltro senza incontrare quel consenso internazionale su cui contava.La nascita del consorzio Eurofighter viene sancita il 21 ottobre 19886 con la firma di un memorandumm  fra i paesi partecipanti ( Inghilterra , Germania,Italia,Spagna ) con l’intento di portare avanti nel più breve tempo possibile (!) la realizzazione del futuro caccia Europeo EFA.Anche per i motori viene realizzato fra i 4 paesi partecipanti  un apposito consorzio Eurojet per sviluppare i Rolls-Rojce  XG-40 costruiti come EJ-200.  

Dopo 28 anni e molte vicissitudini finalmente l’EFA diventa realtà .

 La configurazione attuale prevede un ala a delta canard , bimotore con comandi di volo fly-by-wire estremamente agile ottimizzato al combattimento manovrato ma con significative capacità di attacco al suolo, velocità max di mach 2 e tangenza operativa di 55000 piedi;altre caratteristiche importanti sono la massima efficacia operativa ,semplicità di manutenzione con bassi costi di esercizio  e un notevole potenziale di sviluppo,tecnologico. Il pilota si trova , realmente, al centro del sistema  sia per la particolare configurazione dell’abitacolo che offre una elevata visibilità in tutte le direzioni , sia per le numerose apparecchiature  elettroniche; infatti  oltre all’head-up-display  è disponibile il sistema HEA ossia la possibilità di vedere all’ interno del casco una serie di informazioni inerenti i principali dati di volo e  quelli necessari al combattimento ; integrato dal sistema DVI che consente al pilota di usare comandi vocali per attivare alcune funzioni dell’avionica o dell’armamento.Per la sicurezza del pilota è prevista una nuova tuta assistita da sistemi elettronici che permette  di sopportare i 9g di accelerazione che il “Typhoon” raggiunge , anche il sedile eiettabile M.B. mk 16/A  è di nuova concezione e gestisce in maniera autonoma tutte le fasi successiva all’attivazione( apertura paracadute , stabilizzazione della traiettoria ecc….. ). L’altra novità è il DASS si tratta di un sistema che analizza tutte le informazioni ricevute dai  vari sensori dell’aereo le elabora ed offre al pilota la soluzione ottimale inoltre provvede in maniera automatica ad attivare le difese passive ( ECM , chaff,flare ).La forma aerodinamica particolarmente curata , la bassa emissione di infrarossi consentono al Typhoon discrete capacità stealth che abbinata all’elevata tecnologia elettronica gli  permetteranno  di dominare i cieli almeno fino al 2030 , sostituirà in Europa 8 diversi tipi di caccia dal glorioso F104 all’esotico Mig29 , da un ideale confronto con i suoi diretti concorrenti ( F15,F16,F18,Su35 ecc. )  risulta  inferiore solo all’F22 “Raptor”  

Dopo queste premesse passiamo ad esaminare il modello. 

Normalmente mi occupo di aerei ad elica ma la visione di alcune foto inviate da un  amico che ritraggono il prototipo biposto in volo con una accattivante livrea arancione/verde mi hanno portato a realizzare questo “tubo di stufa” . Come sempre succede fra le decine di scatole giacenti nello scaffale non c’era quella del Typhoon , fortunatamente dal  negoziante era presente  l’ultima scatola della Revell ( stampo italeri )che in un batter d’occhio dallo scaffale è passata nelle mie mani. Il modello ha una buona dotazione di decals ( sfortunatamente mancano quelle Italiane ) con una completa serie di stencil che torneranno utili in un secondo tempo.  L’abitacolo è abbastanza semplificato così come i seggiolini  , le pennellature sono troppo profonde e in alcuni casi sbagliate , però  in compenso mi sembra che la linea dell’aereo sia ben rappresentata ,  per  un modello    progettato con le poche informazioni disponibili  (l’aereo vero entra adesso in produzione )  il risultato è più che accettabile .Tanto per cambiare ho iniziato dal carrello anteriore inserendo  la sbarra orizzontale anteriore ben visibile dalle foto ( FOTO 5 ) , per passare poi alla realizzazione dei sedili MB mk16/A  usando come base  due pezzi pescati nella scatola degli avanzi di cui non ricordo la provenienza ( F15/F16/F18 Boh! ) ho dettagliato le pareti laterali con tubetti e scatole varie , rifatto i cuscini in plasticard lavorata con la colla liquida  per togliere la rigidità della plastica e rendere la sensazione del tessuto   , aggiunto le maniglie di espulsione , sagomato il poggiatesta ed aggiunto i rostri superiori. ( FOTO 9,10,11 )L’unica foto dell’abitacoli in mio possesso mostra una disposizione razionale e molto” pulita “ delle varie strumentazione , così come è logico aspettarsi dalla preserie di un caccia di ultima generazione, pertanto mi sono limitato a dipingere i vari switch e strumenti stampati in rilievo ( cruscotti e  consoles ) sulla vasca  , le decals in dotazione sono state usate solo in minima parte ritagliando alcune zone delle consoles   laterali . Un ritocchino con la lima alle cloche  e l’aggiunta del cablaggio dell’ HUD concludono il lavoro sull’abitacolo.(FOTO 3 , 4,12 )Ho deciso di aprire le  prese d’aria alla base della deriva e sotto l’abitacolo che nel kit sono solamente accennate  , con la punta del trapanino ho praticato le aperture rifinite poi con l’ausilio di un fresino .Mentre per quella sotto l’abitacolo il lavoro è risultato soddisfacente , per quelle della deriva il taglio è risultato troppo frastagliato e di larghezza incostante , per rimediare ho fatto una dima in plastica di sezione rettangolare con la stessa forma dell’apertura ma di dimensioni leggermente ridotte . Con una striscia di rame arrotolata intorno alla dima  ho ricavato un anello dalle dimensioni corrette ; successivamente è stato inserito dentro l’apertura della presa d’aria incollato e stuccato con  cianoacrilico ottenendo così dei bordi netti  e garantendo le stesse dimensioni per entrambe le derive. Le 3 prese d’aria sono state rifinite con delle alette in plasticard fine . ( foto 1 , 2 , 8 )Ci sono stati problemi di accoppiamento fra ali / fusoliera  /coni di scarico  che  hanno richiesto un abbondante uso di stucco e plasticard per riempire le fessure , il successivo lavoro di carteggiatura ha portato via alcune pennellature fra cui le aperture dello scarico dell’aria di raffreddamento dell’avionica , ( comunque appena accennate sul kit ) per ovviare ho rifatto in plasticard  i “tappi” di protezione comunemente usati a terra  .Dopo il consueto lavaggio e ho dato una leggera passata di grigio lungo le giunzioni per evidenziare gli eventuali difetti poi ho fatto le parti in verde usando  una miscela di smalti Humbrol  , mentre per i coni di scarico ho usato dei colori metallizzati Molak e Humbrol .Protette tutte le zone prima di dare il colore arancio  per  unificare la superficie  che risultava chiazzata di verde/grigio/metallizzato ho avuto la brillante idea di usare, per la prima volta , lo stucco spray della Molak ………..@$%@£çç@$@  !!!  Con mio stupore ho visto la vernice sollevarsi e raggrinzire in corrispondenza degli smalti sottostanti , praticamente  mi sono trovato davanti una arancia bianca a forma di EFA  .Tutti i successivi lavori di carteggiatura e sverniciatura non hanno portato ad un risultato accettabili per cui mi sono limitato a recuperare il salvabile per il magazzino dei pezzi e ha buttare il resto. Però non  potevo arrendermi , l’EFA doveva fare parte della mia collezione Fortunatamente dal negoziante è presente  una  scatola dell’Italeri , acquistarla e correre a casa per rincominciare il tutto è stato un attimo . Guardo il contenuto , faccio un confronto fra il revell e l’italeri l’unica differenza sono le decals molto belle e complete le prime  scarse e non molto precise le seconde , provo un montaggio a secco e scopro di essere in possesso di una scatola difettosa : contiene due stampate uguali !Altra corsa dal negoziante per richiedere la stampata mancante al fornitore , passano le settimane e finalmente arriva…… solo che è uguale ha quelle già in mio possesso : ho un EFA con tre semifusoliere SX  sarà il prototipo del futuro ?Per fortuna   oltre al reintegro della stampata mancante , il titolare aveva ordinato  anche una nuova scatola del biposto che mi ha dato in cambio della mia difettata.Praticamente dopo un mese e mezzo sono riuscito a ripartire con il montaggio che ha ricalcato tutti i passaggi precedenti e il riutilizzo delle varie parti come seggiolini e ruote e carrello  .Completato il montaggio sono ritornato alla fase di verniciatura e questa volta non ho usato nuovi prodotti ma i soliti e collaudati smalti humbrol e acrilici tamiya.Per il verde ho usato una miscela di  38 “verde prato” spento con  del giallo  81 ,prima di dare il colore ho ripassato le pannellatture con del verde scuro questo per  “spezzare” la tonalità monocromatica evitando interventi sul colore base che potrebbero risultare troppo accentuati , in fondo si tratta sempre di un prototipo.   A vernice ben asciutta ho mascherato con del nastro da carrozziere e maskol  tutte le parti in verde  , la stessa operazione è stata fatta  per le zone in grigio  e quelle in  metallizzato . Per l’arancione ho usato un acrilico  X6 orange schiarito con una punta di giallo , anche qui ho ripassato le pannellatture  ma  con del colore rosso . ( FOTO 6 e 7 )Dopo alcuni giorni con calma ,veramente  molta calma ho tolto tutte le protezione che fortunatamente hanno svolto bene il loro compito e non c’è stato bisogno di ritocchi.La solita mano di trasparente lucido ha fatto da base per l’applicazione delle decals provenienti , per la maggior parte , dal foglio Revell  ; una passata di trasparente satinato ha completato il lavoro di verniciatura. Ci sono dei modelli  sfortunato che attirano i guai anche quando sono finiti   , e questo sicuramente rientra nella categoria . Ho avuto la brillante idea di usare  uno specchio come base fissando il modello con del nastro biadesivo così come ho visto fare molte volte da altri modellisti , per scoprire con mia somma meraviglia che  l’aereo , emulo di quello vero , tende a  decollare dalla base dopo il minimo scossone  lasciandosi dietro una scia di pezzi .E’  quindi d’obbligo tornare alle origini : classica basetta in legno , ruote imperniate ……….e magari una bella elica al posto del tubo di stufa.