LN411          Azur 1/48

 

La scatola

 

All’apertura si rimane affascinati dalla qualità dei pezzi in resina e finezza delle stampate in plastica , che non sono certamente un Tamiya  ma che per essere uno short run si difendono più che bene.

Bella l’ala con la parte inferiore stampata in un unico pezzo che consente di dare la giusta angolazione una volta assiemata con la fusoliera , così come gli interni in resina che oltre al fatto di essere ben fatti hanno anche il vantaggio di entrare bene dentro la fusoliera senza bisogno di grosse e delicate opere di assottigliamento , il tutto mette nelle mani quel particolare prurito che non passerà finché non ci si mette all’opera ( o si acquista un scatola altrettanto “libidinosa”).

 

Il Montaggio

 

Contrariamente dal solito , ho iniziato il montaggio dall’ala perché avevo l’intenzione di abbassare gli iposostentatori , infatti nella maggior parte delle foto esaminate l’aereo  si presenta a terra con la “biancheria “ estesa .

Si parte tagliando dall’ala inferiore i flaps che saranno successivamente rifatti in plasticard sottile e ricostruendo con lo stesso materiale la struttura interna ( vedi foto ) , mentre nell’ala superiore la struttura sarà fatta con delle sottili strisce di nastro adesivo . Le vari fessure fra le semiali si chiudono con listarelli di plasticard.

Le pannellature sono particolarmente fini e si rischia di perderle durante la costruzione , per cui si ripassano con un lapis a punta dura 2H che incide la plastica e permette di controllare bene il lavoro ne approfitto per fare anche alcune pannellature mancanti .

L’inserimento dei radiatori richiede un po’ di aggiustamento ma niente di particolarmente difficile, cosi come i vani dei carrelli , che richiedono però una buona assottigliata e diverse prove a secco.

Una volta incollate le semiali si asportano le luci di posizione che saranno rifatte da ultimo con il cristal clear . .

Si forano i punti dove fuoriescono le canne dei cannoni alari e si inserisce un piccolo rivetto d’ottone per formare la giusta sede.

Si sposta la sede del tubo di pitot dal lato destro al sinistro ( da controllare bene la documentazione perché non sempre è così).

 

Interni

 

Si arricchiscono i pannelli laterali con tubature varie ed alcune scatole supplementari, per gli interni ho usato un blu scuro opaco ad eccezione del cruscotto che è in nero opaco.

I soliti lavaggi e pennello asciutto daranno tridimensionalità all’insieme. Per rendere il tutto realistico mi piace usare piccole porzioni di decals per simulare le scritte e le varie targhette.

Il seggiolino è in un sol blocco con le cinture stampate , un attenta opera di verniciatura lo rende sufficientemente realistico.

Il cruscotto in resina è stato prima verniciato in nero lucido , per permettere la posa degli strumenti che sono stati ricavati ritagliandoli uno x uno da delle vecchie decals .

Una mano di trasparente opaco su tutto e un punto di vernidas a simulare il vetro degli strumenti conclude il lavoro.

Prima di chiudere le fusoliere e bene ricordarsi di pulire i fori dei tubi di scappamento e di mettere dietro una striscia di plasticard per evitare di perdere dentro al fusoliera i “simpatici” cilindretti di resina .

 

Assiemaggio

 

La chiusura delle semifusoliere non richiede particolari quantità di stucco , anzi tutto sommato è meglio di altre situazione capitate con marche ben più blasonate.

L’ala si incastra in maniera perfetta e non richiede l’uso di stucco ; mentre per i piani di coda , sia orizzontali che verticali , che non hanno incastri ho provveduto ad inserire dei perni in acciaio per dare robustezza al tutto.

Un buon lavoro di adattamento è stato richiesto dal radiatore del’olio e dalle due prese d’aria ai lati del motore .

Dopo la carteggiatura le pannellature sono state ripassate con il solito lapis 2H , in modo particolare il pannello motore.

L’elica mi sembra corretta , una leggiera assottigliatina alle pale e il solito rivetto nell’ogiva per simulare il foro d’uscita del cannone-motore completano il montaggio.

 

Carrello

 

Forse è questa la parte più complessa del kit , sia perché non ci sono grandi fotografie di dettaglio sia perché è un meccanismo veramente strano e fuori da ogni luogo comune ,e per ultimo perché le istruzioni non sono per niente chiare. L’unica nota positiva è che le parti in resina sono fini e ben fatte .

La gamba di forza principale è in plastica e richiede solamente di montare due spine in acciaio nella parte terminale per facilitare il successivo incastro nell’ala ( vedi foto) .

Il meccanismo di ripiegamento è composto da due gambe di forza dotate di ammortizzatori esterni fissati con snodi ad “L” il tutto riprodotto in plastica e resina . Per fissare correttamente le varie parti ho fatto ricorso a ai soliti perni che mi hanno permesso di rendere snodabile il meccanismo da bloccare con la ciano dopo che il tutto è andato in posizione.

Mentre ancora più strana è la chiusura del vano carrello , invece dei due soliti portelloni laterali il signor Nieuport si è inventato un coperchio in sol pezzo con funzioni anche di parafango collegato al carrello tramite un lungo braccio dotato di attuatore oleopneumatico collegato alla gamba principale del carrello. Qui bisogna fare attenzione in quanto le istruzioni riportano d’inserire un braccetto di 8mm  ma questa operazione e bene farla da ultimo con il carrello già assiemato nell’ala in quanto il parafango deve sporgere dall’aereo in modo notevole e con la lunghezza riportata nelle istruzioni ciò non avviene ( personalmente sono stato costretto a fare degli spiacevoli interventi di allungamento).

Per il ruotino posteriore esageratamente semplificato sono intervenuto inserendo un braccetto supplementare ( vedi foto e  disegni)  e ho aperto il vano di alloggiamento in fusoliera.

 

Varie

 

Per ultimo è stato rifatto il poggiatesta del pilota e il dispositivo  di puntamento

, il canopy è stato tagliato e posizionato aperto in modo tale che si appoggi alle realtive guide di scorrimento, il pitot è stato spostato a sx come da foto.

 

Colorazione

 

Classica nei 3 colori Francesi che ho cercato di distribuire quanto più similmente possibile alle fotografie in mio possesso , non ho esagerato con l’invecchiamento in quanto gli aerei veri non erano molto usati ( oserei dire che il loro apporto alla causa Francese è stato nullo o quasi).

Caratteristiche sono le coccarde alari del tipo piccolo che erano state usate solo nella versione navalizzata ( ali di recupero ….. boh!)

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