Ir’ Professor Kurt Tank detto anche “l’ineffabile omino” ovvero il grande ingegnere tedesco di aerei, visto dal Maffe modellista livornese.

 

 

 

Oh bimbi, ma ci penzate che a ottant’anni sonati l’ing. Tanke ciaveva sempre 

ir brevetto da pilota?…Boia deh, artra roba !!!

 

A me mi pareva di già vecchio nelle foto d’epoca quando lo fotografavano

durante i collaudi dei sua Focke Wulfi: si vede era fatto di coio… 

Ir’ meglio aneddoto della sù vita si racconta ancora nelle fredde serate alle  

riunioni dei clebbe modellistici, quando i passionisti delli aerei colle croci non  

si trattengono e sfottono a più non posso i colleghi che ni garbano velli alleati

prendendoli sonoramente per le mele. 

In effetti il TA 152 è stato uno dei più veloci caccia a elìa di ve’ tempi e la  

dimostrazione fu proprio quando il nostro omino, siccome ciaveva da andà di

fretta a una riunione a Cottbus e lui era a Langenhagen, visto ir casino in  

tangenziale che anco a quei tempi era da urlo causa intasamenti vari e che  

poi ci si mettevano pure i carri armati e i cami coi sordati a bloccà tutto, vide  

bene di piglià un TA pe’ fa prima… 

“ L’ho progettato io ? vorrei vedè che un lo posso guidà quando mi pare! “  

disse ar comandante della base 

“e poi ci voglio fa qualche modifica ar cruscotto tipo insertini in radica e  

anche il sedile in pelle…” 

Al che, cosa ni voi dì?… 

Infatti ir Tanke andò a scegliessi un “H” bello colorato di fresco coi nuovi toni  

della serie 80: ci montò, mise in moto e si levò da tre passi… 

Era appena arrivato alla quota di crociera che la sua torre di controllo lo  

avvisò d’urgenza con una famosa frase che alla toscana sona pressappoco  

così:” Oh…ir mì omo… io un te lo vorrei dì… ma ciai vattro americani ar culo…” 

L’omino si girò e in effetti c’erano dei P-51 che si stavano avvicinando pilotati  

dai ragazzoni d’oltreoceano belli biondi e cor sorriso a trentasei denti. 

Ir loro comandante, guarda caso era un modellista dell’IPMS di Boston che  

‘un poteva crede a su’ occhi: aveva finalmente l’occasione di vedere invero lo

shade dei novi colori tedeschi!… 

Sicchè si avvicinò pregustando ir’ momento di quando, tornato in patria  

avrebbe zittito tutti i modellisti sapientoni ( che c’erano purtroppo anco a quei  

tempi e, anco a quei tempi chiacchieravano di molto ma ‘un facevano una  

sega di nulla…) dicendo loro: “ oh bellino ma te cosa parli di RLM dell’urtimo  

periodo che un ci chiappi per nulla !…io l’ho visti dar vero sicchè vai a fa una  

bella girata che è meglio vai…” 

Voleva vedere se ir verde era un verde indugio, un melino o un oliva chiaro e  

ir’ marrone se tipo cioccolata o tendente ar violetto… 

Notò anche che la Luftwaffe doveva essè ridotta malino se mandava a giro  

dei vecchietti a pilotà quei popò di cosi… 

Dopo un poino la su concentrazione fu interrotta dal gregario che ni disse via  

radio:” Oh Giecche ma cosa aspettti a tiranni ? sennò lo fò io che son sei  

mesi che sono vì e ‘un m’è nemmeno riuscito a tirà giù i bussolotti der luna  

parche: dai fammi sparà un poino vai !…” 

Giecche si sfavò dell’intrusione ma siccome un erano lì per una gita delle  

bimbe delle Sore ni toccò danni ir permesso di sparà. 

Così poteva tingè una bella croce nera in fusoliera e un avrebbe più rotto le  

palle (oltretutto era anco ir figlio di un senatore der Dakota: un si sa mai  nella vita !…). 

In tutto vesto frattempo ir nostro ingegnere guardava un poino annoiato le  

manfrine dei Mastangs colle donnine gnude tinte sur muso i quali si stavano  mettendo in posizione di tiro. 

Guardò l’orologio a cipolla e si rese ‘onto d’essè in ritardo greto per la riunione. 

Un fece discorzi, salutò colla manina i ragazzi cercando di dinni a gesti:” Bello  

eh ?… vi garba?…l’ho progettato io. Ora inserisco la spintina MW 50  e ve lo

fò vedè io come và…altro che quei troiai che ciavete voi sotto ir culo!…”  

Mise la manetta nella posizione “potenza di emergenza in combattimento” e  

già che c’era una bottarella di iniezione di acqua e metanolo: in venti seondi  

dette via all’ameriani nemmeno fossero fermi. 

Giecche si incazzò perché ni avevano detto che pilotava l’aereo più veloce der  

mondo e dalla rabbia buttò di sotto ir su orsacchiotto portafortuna di  

pelusce… girò ir su’ purosangue tutto luccicante e se ne tornò alla base colla  

coda fra le gambe. 

Kurte invece arrivò come suo solito in ritardo e si prese anche un cazziatone  

dar comandante dell’aeroporto che aveva seguito tutto ir fatto: niene disse di  

tutti i colori, primo perché un ciaveva nemmeno una pallottola nelle MG, poi  

perché s’era messo a ruzzà colli americani. 

Il nostro si difese dicendo che lui era un collaudatore e no un pistolero (!) 

E poi tanto ir su mezzo era troppo superiore e che Uilli (Messerschmitt) per  

trovà varcosa che ni potesse andà via l’era toccato di fa ir Me 262 che a ogni  

momento ni si rompevano le alette delle turbine… 

“Andranno anco forte” disse ”ma un è possibile fà un tagliando ogni duegento  

chilometri… cor mio si fa a quindicimila: un so se mi sono spiegato!…” 

Questo mise fine alla discussione. 

Giecche, tornato in Amerìa doventò negli anni settanta giudice nazionale dell’  

IPMS USA: chissà perché quando c’era lui ai concorzi quelli che portavano dei  

TA 152 ‘un pigliavano nemmanco la medaglia riòrdo !…

 

Maffe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N.d.a

 

Questo raccontino uscì con qualche modifica sul sito modellistico “’Ir Bastione” degli amici pisani.

Per questo mi firmai Florione.

Invero sono sempre io Livornese o pisano che sia ma sempre toscano verace come le vongole di Calafuria.

Magari lo leggeranno in di più visto che il clebbe pisano e quindi i loro sito un vanno di molto bene.

Mi spiace tanto perché è un’associazione di meno dalle nostre parti…

 

Maffe

 

Ar seòlo: Mauro A. Ferri