Re2002 1/48

                 Italeri

 

 

L’uscita del Re2002 Italeri in 1/48 per me è stata come una folgorazione , la vista delle prime stampate ha fatto scattare la corsa all’acquisto e la voglia matta d’iniziare subito il montaggio per finirlo nel più breve tempo possibile .

Eppure il soggetto non era mai stato fra i miei preferiti , costruito in poco più di 100 esemplari , mai partecipato ad azioni clamorose , con mimetica monotona nel solito ”verde/grigio” non aveva nulla d’interessante dal punto di vista storico/modellistica  ma quelle stampate……….

Ho fantasticato per alcuni giorni per poi ritornare con i piedi per terra ed accorgermi che il kit è quasi tutto sbagliato e che per tirarci fuori qualcosa di decente avrei dovuto sudare parecchio . 

Come oramai sanno tutti il difetto estetico principale è rappresentato dalle rivettature che specie sulle ali sono simili a fori di una 12,7 , l’abitacolo che è un mix fra tutti i modelli Reggiane , il motore “basico” , la gobba posteriore errata, la deriva verticale e l’attaccatura ala fusoliera . Alcuni difetti notati prima del montaggio sono stati corretti ,  altri no in quanto oramai non ero più in tempo. 

Come sempre sono partito dall’abitacolo : 

Cruscotto : è disposto solamente su un piano mentre nella realtà era composto da una parte centrale con i principali strumenti per la navigazione , una parte inferiore con gli strumenti secondari mentre lateralmente ci sono due sporgenze dove sono alloggiate le culatte delle 12,7 in fusoliera e il relativo dispositivo per il riarmo manuale . Ho ricostruito il tutto con il plasticard mentre per la strumentazione ho usato le decals della scatola integrandole con altre di recupero. 

Pannelli laterali : anche questi sono sbagliati  il lato DX è irrecuperabile mentre il SX è stato ampiamente modificato con l’aggiunta di quasi tutti i comandi ed alcune tubature.

Al pannello di DX sono state ricostruite le strutture , le bombole d’ossigeno con il relativo quadretto di comando e le tubature , anche la centralina elettrica è stata completamente ricostruita con plasticare 

Pianale : nella realtà non esisteva un pianale chiuso , ma una serie di sostegni che su cui erano disposte le varie attrezzature e comandi , ho cercato di renderne l’idea praticando alcune aperture a quello del kit ed inserendo delle strutture di rinforzo e le barre di comando collegate alla cloche a sua volta ricostruita con del filo di rame. Il seggiolino è in resina della Italian Classic , le cinture sono fotoincisioni mentre la pedaliera è in filo di rame ed avanzi di fotoincisioni. 

Interni : visto che oramai avevo ricostruito l’abitacolo per intero ho pensato bene di proseguire anche con il resto della fusoliera , ai lati del seggiolino ho ricostruito sulla DX il survoltore e a SX il Modulatore mentre dietro ho rifatto la mensola con il trasmettitore e il ricevitore. Visto che c’era la possibilità di aprire i pannelli d’accesso laterale in fusoliera ho proseguito con dettaglio rifacendo le ordinate ed i correntini laterali per tutta la lunghezza della fusoliera , ho provveduto anche a ricostruire il resto dell’impiantistica ben visibile dagli sportelli ; a DX ho rifatto il compressore  mentre a Sx il radiogoniometro. Nel comparto fra questi ed il seggiolino ho provveduto a rifare le bombole dell’aria compressa , dell’antincendio e il serbatoio del carburante con le relative tubazioni. 

Fatto tutto ciò e montato il ruotino di coda è possibile chiudere le semifusoliere , compito non proprio agevole causa la notevole “imbottitura” che ha richiesto numerose prove a secco e continui adattamenti per ridurre al minimo l’uso dello stucco .

Ali : è necessario un trattamento abbondante di primer e stucco per colmare i “fori” dei rivetti dopodiché si passa ad incidere le pennellature . Visto che il modello era predisposto per essere assemblato con i flaps aperti  ho pensato di approfittarne,anche se a terra erano normalmente chiusi ,ma immaginando un momento di manutenzione potevano anche essere anche estesi.

Dalla documentazione si vede che la zona inferiore della fusoliera era aperta , e da qui erano visbili tutti i cablaggi ed i tiranti che dalla cabina vanno verso la coda e il serbatoio alare , inoltre i flaps non sono lisci ma hanno la loro centinatura . Tutta le parti sono state rifatte con il plasticard mentre con il filo di rame sono stati fatti i tiranti e la barra di comando dei flap.

Le armi alari non sono nella posizione predisposta da Italeri ma esterni rispetto alla linea divisoria della semiala pertanto un vano  è stato aperto lasciando visibile l’arma ( proveniente dal magazzino avanzi ) e la struttura interna rifatta con il solito plasticare mentre il coperchio è in lamierino di rame. Per l’altra semiala mi sono limitato a reincidere il coperchio del vano armi in posizione corretta. 

Motore : è un po’ spartano , ho cercato di miglioralo aggiungendo il cablaggio delle candele e l’asta di comando delle valvole , comunque sia una volta chiuso nella naca sarà ben poco visibile. 

Carrello : le gambe di forza sono state spessorate con alluminio adesivo per rendere al meglio l’idea di sezioni tubolari telescopiche . Nella parte mobile dell’ammortizzatore c’è un irrealistico pernio per sostenere il coperchio del vano carrelli il primo impulso è stato per asportarlo ma poi una volta assiemato è praticamente invisibile  ed assolve perfettamente al proprio compito per cui ho preferito lasciarlo. 

Fusoliera : La gobba è stata ridotta dimensionalmente sia in lunghezza  (-2mm, praticamente deve finire al pari della pennellatura in fusoliera ) che in larghezza , mentre le gli incavi laterali sono stati accentuati . Ho cercato di lavorare anche sul profilo appiattendolo nella parte superiore ed aumentando l’inclinazione della parte  posteriore. . Per poterla maneggiare senza romperla ho colmato la cavità con del milliput .

Con la “materia verde” ho rifatto le due bugne poste dietro alla naca . 

Naca : sono state riviste le pennellature  ed approfondito la scanalatura delle armi  

Varie : il poggiatesta del kit è stato sostituito con un altro in milliput , le cinture del seggiolino sono in fotoincisione della RCR , tubo di pitot con aghi di siringa , catenella di sicurezza del canopy in filo di rame , bussola e mirino a riflessione in scratch , avvisatori carrello esteso nella parte superiore dell’ala in filo di rame. 

Come sempre succede a modello finito  ho scoperto che l’Italian classic ha fatto un kit di correzione in resina che risolve tutti i principali problemi , sicuramente ne avrei guadagnato in precisione ma avrei perso tutto il divertimento.

Come dicevo all’inizio tutti gli aerei sono simili e non presentano particolarità modellistiche degne di nota pertanto ho scelto di rappresentare un soggetto storicamente interessante in quanto si tratta dell’ultimo aereo pilotato dal Maggiore Giuseppe Cenni che ha la peculiarità dei fasci di regime obliterati ( ottenuti ritagliando il cerchio nero delle decals eliminando i fasci ) ed un inedito stemma di reparto nella naca ( messo per obliterare il fascio di regime ) anche se è necessario dire che la riproduzione offerta da Italeri  è un po’ approssimativa così come tutto il foglio decals che non risulta stampato nitidamente ed è poco incisivo . 

Colorazione : Per gli internamente ho letto le svariate discussioni nei forum , grigio , giallo , verde ma  dalle foto si capisce solamente che è un colore chiaro  e neutro pertanto ho avvallato l’ipotesi del  verde anticorrosione ( miscele acrilica autarchica con colori tamiya) , la classica fase del lavaggio con oli scuri e lumeggiature a pennello asciutto è servita a dare la giusta tridimensionalità. 

La fascia bianca in fusoliera e la croce sul timone sono state precedentemente dipinte in bianco e profilate con grigio chiarissimo per evidenziare le pennellature  e successivamente  protette con nastro carta .

Per dare “movimento “ alle superfici esterne in verde e grigio non potendo usare invecchiamenti pesanti in quanto i mezzi erano tutti relativamente nuovi ho provato ha stratificare diversi colori come se fossero dei filtri.

Su tutto l’aereo ho dato una mano di fondo in verde anticorrosione , ho poi evidenziato le pennellature in grigio scuro inferiormente e in nero superiormente .  A questo punto ho iniziato a stendere un verde chiaro tamiya dato casualmente senza badare a coprire bene tutta la superficie , a colore ancora abbastanza fresco ho fatto un ulteriore passaggio con un verde più scuro sempre in modo casuale per finire ho sigillato il tutto con il verde trasparente tamiya questa volta steso più accuratamente su tutta la superficie . Ho lasciato asciugare bene il tutto per alcuni giorni per passare a dare una mano leggiera e ben diluita di smalto verde Humbrol 91   per unificare il tutto e dare il corretto tono di verde a questo modo si riesce a dare tridimensionalità  al modello pur sembrando monocromatico :

 Stessa cosa con le superfici inferiori usando 3 toni di grigio acrilico dal più chiaro al più scuro dati casualmente e per finire lo smalto Humbrol 64 per uniformare il tutto.

Il problema è apparso successivamente alla mano di Future data in preparazione alla posa delle decals , non so per quale strana ragione ma solamente sulle ali sono comparsi strani aloni visibili in controluce , ho pensato bene di provare ad eliminarli prima con acqua , poi con sapone neutro ma visto gli scarsi risultati sono passato alle maniere forti con lo smacchiatore chaint eclair che ha si portato via gli aloni ma insieme ad essi anche il colore lasciando in alcuni punti un gradevole effetto usura ma in altri ha portato allo scoperto il verde anticorrosione . E’ stato giocoforza lisciare i punti danneggiato con carta grana 1000 ben bagnate e poi ripetere la procedura dei tre verdi , logicamente la differenza fra fusoliera ed ali si vedeva per cui ho deciso di ripassare nuovamente le ali con lo chant eclair ma questa volta in modo leggero fermandomi al primo segno d’usura , ho sigillato il tutto con il lucido tamiya che non combina mai scherzi.

Dalle foto si nota che la punta dell’ogiva è scura , contrariamente a quanto indicato nelle istruzioni ho sostituito il colore rosso con  il verde scuro supponendo che sia proseguita la consuetudine ereditata dai piloti di Stuka . 

Una basetta minimalista ed un carrello per la bombola d’ossigeno , tanto per rendere l’idea della fase di manutenzione e/o preparazione alla missione , concludono il lavoro.

 

Documentazione :

tutta la serie dei volumi dedicati alla Reggiane di Govi

manuale “Istruzione e norme di montaggio,la regolazione e la manutenzione del velivolo “Ariete II”

Re2002 delta editrice

Giuseppe Cenni pilota in guerra edito da A.M.

Internet

Forum http://miles.forumcommunity.net

 

 

 Home | Su