SOMUA S35   

 

SVILUPPO :     

Nel 1934 l'esercito francese emette una nuova specifica per un carro da cavalleria armato con un cannone da 47mm e una mitragliatrice da 7,5mm , corazzatura da 40mm  ed equipaggio composto da 2 uomini.Una sussidiaria della Schneider , la S.O.M.U.A.  , presenta un progetto ispirato ai carri renault D1 e D2 . Il prototipo venne realizzato nell'agosto del 1935  e collaudato presso il centro di Vincennes dando subito buona prova della propia capacità  di velocità e maneggevolezza inoltre fu molto apprezzato l'armamento e la corazzatura pertanto venne dato il via alla produzione nel novembre del 1935 con il nome di " char 1935-s ".Purtroppo la produzione non riusciva a decollare per ritardi nella fornitura dei vari semilavorati  pertanto risulta che al maggio del 1940 solo 500 esemplari sono stati consegnati. 

DESCRIZIONE : 

Scafo diviso in 3 parti  realizzate per fusione ,unite tramite bulloni per irrigidire la struttura . La parte inferiore contiene motore, trasmissione e le sospensioni imbullonate sui fianchi , le restanti due sezioni  formano  la  sovrastruttura  del carro   a protezione della camera di combattimento la sezione anteriore e del motore + trasmissione  quella posteriorealla quali si accede attraverso portelloni in acciaio fuso , inoltre è prevista una uscita di emergenza sotto lo scafo in corrispondenza della postazione del capocarro.Il pilota sedeva nella parte anteriore sinistra , la visibilità anteriore era consentita da uno sportello corazzato e da 3 feritoie e uno iposcopio , il marconista sedeva a destra ed aveva a disposizione una feritoia per la visuale esterna l'unico suo compito era quello di controllare i due apparati radio, mentre il capocarro sedeva al centro su di una sella ed aveva anche la funzione di tiratore.

Per comunicare fra di se l'equipaggio disponeva di uno impianto di interfono , inoltre un impianto antincendio Telecalamit proteggeva sia la camera di combattimento che lo scomparto motore.La torretta era la stessa dal char B1 bis ,  come armamento disponeva  un cannone da 47/32 e da una mitragliatrice Chatellerault cal.7,5 mod.31 , le armi erano disposte accoppiate in una casamatta  composta da uno scudo di acciaio fissato alla torretta mediante due orecchioni. Per il puntamento era disponibile un cannocchiale panoramico a 4 ingrandimenti disposto sopra la mitragliatrice , a disposizione del capocarro c'erano 85 cartocci-proietto per il cannone e 2250 colpi per la mitragliatrice .Degno di nota è il fatto che tutte le aperture erano dotate di una guarnizione impermeabile agli agenti chimici , di contro nonostante la presenza di apposite aperture per il ricambio aria dopo aver sparato 100 colpi  di mitragliatrice era necessario aprire portelli e feritoie per creare il necessario riscontro per il ricambio aria .Il motore era un Somua 8-V separato dalla cabina da una apposita parete tagliafiamma  adiacente ad esso si trovava il serbatoio di benzina autostagnante ,  il sistema di sterzo a doppio differenziale era simile a quello utilizzato  adottato per il carro B ma più semplice, al raffreddamento provvedeva una ventola aspirante messa sulla sinistra sopra il blocco della frizione .I cingoli inizialmente erano composti da 288 magli in acciaio stampato con passo 75mm poi aumentato a 105 con un nuovo tipo di maglie, le ruote sono in acciaio con i bordi che andavano a formare una flangia centrale che scorreva in un solco praticato nei cingoli evitando così l'uso dei denti di guida anti scarrucolamento. 

IMPIEGO : 

Nel 1940 il carro equipaggiava la 1° , 2° ,  3° divisione leggera meccanica  aventi in forza circa 95 carri ciascuna  , dopo l'armistizio  uno squadrone venne inviato in Africa  per la difesa dell'impero  , comandati dal capitano Gribius parteciparono brillantemente alla campagna di Tunisia.Un grande numero di carri finì in mano tedesca come preda bellica , modificati agli standard tedeschi  furono impiegati in tutti i paesi occupati con compiti di polizia e antiguerriglia .Alcuni carri  ( circa 35 ) furono impiegati dall'Italia  inquadrati nel 200° somua assegnato al 131° Reggimento Fanteria Carrista " centauro " e dislocati nel 1941 in Sardegna , curiosamente non furono mai impiegati in combattimento e addirittura dopo l'armistizio restituiti all 'esercito Gollista.

MONTAGGIO MODELLO HELLER 1/72 

 Il modello cattura bene le forme generali del mezzo , però i dettagli risultano poco incisivi pertanto sono state effettuate le seguenti operazioni : 

-          Il perimetro di tutti i portelli è stato ripassato con un incisore per approfondire la traccia e rendere più netta la separazione fra portellone e scafo .

-          Con dei quadratini in plasticard sottile sono state rifatte le cerniere dei portelloni laterali , mentre con del filo di rame sagomato  ho rifatto le maniglie .

-          Per rendere l'effetto fusione sullo scafo ho utilizzato la colla liquida , con il pennello della confezione ho picchiettato  sulla superficie fino ad ottenere l'effetto voluto.

-          Con del lamierino di rame sagomato ho realizzato la protezione del clacson ,

-          I ganci di traino ( n°4 ) stampati direttamente sullo scafo sono stati tolti con l'ausilio di un trincetto e sostituiti con altri rifatti in filo di rame sottile , così come le maniglie disposte ai lati della torretta.

-          Con del nastro adesivo da carrozziere precedentemente verniciato in colore cuoio ,tagliato a strisce sottili sono state rifatte le cinghie che assicuravano i carichi allo scafo .

-          La bocca del cannone è stata forata con una mini punta da 0,1mm. 

Una volta assiemato il treno di rotolamento si montano i cingoli preverniciati color ruggine e dopo si assembla la ruota di rinvio seguita dalla corazzatura di protezione . 

A questo punto si passa alla fase di verniciatura  ,il soggetto rappresenta un carro assegnato al 4° squadrone che venne distrutto insieme a molti altri carri il 13 maggio 1940 durante la battaglia di Hannut  la mimetica è quella del terzo tipo a macchie di due colori (verde e sabbia )contornati di nero   , per la riproduzione ho utilizzato i colori indicati nella confezione  (opportunamente schiariti) mentre per il contorno in nero ho usato un normale pennarello indelebile.I successivi lavaggi sono stati fatti con i colori ad olio : in nero il contorno degli sportelli e le griglie motore in terra di siena la parte inferiore . Con il pennello asciutto ( colore grigio chiaro ) ho ripassato tutta la superficie per smorzare i contrasti fra i 3 colori  , mentre con il bianco puro ho ripassato tutti gli spigoli per evidenziare i particolari .I cingoli sono stati lavati con una miscela di nero/marrone  molto diluita e ripassati con il pennello asciutto sugli spigoli con il colore alluminio.Per completare il mezzo si applicano le decals dando prima una mano di lucido seguita da una di opaco , una sporcatura con i gessetti nella parte inferiore dello scafo completa il tutto.