I Picchiatelli del 96° Gruppo

 

“ Mani sempre serrate  sulla cloche e sullo sparo, occhi fissi sul reticolo di puntamento , testa incassata fra le spalle , schiena leggermente arcuata quasi a voler spingere l’apparecchio ,mentre  tutto intorno l’inferno della contraerea fa sentire la sua musica poi il suono dell’avvisatore acustico,  è il momento di rilasciare la bomba e richiamare l’aereo;  gli arti quasi non si muovonono sembrano pietrificati, i bulbi oculari ruotano fino a vedere i piedi, riprendo a fatica la visione orizzontale  , il cuore sembra sprofondare , la lingua si fa pesante , gli intestini aderiscano alle ossa del bacino…….”

( Ten.Col. Ferdinando Malvezzi )

Questo è quello che provavano i piloti dello Stuka o Picchiatello nell’Italica dizione , al momento dello sgancio e della successiva richiamata  ; ogni missione costava loro un enorme sforzo fisico , non alleviato da nessuna tuta antiG come invece succede al giorno d’oggi.  Per rendere un piccolo omaggio a questi piloti ed al loro aereo  ho deciso di intraprendere la costruzione di alcuni  piccoli diorami a tema .

Dopo la realizzazione di due Ju87B2 e del prototipo V1  in scala 1/72 ho deciso di passare alla scala maggiore anche qui con due kit della versione “B” ma di due marche diverse : il vecchio  Airfix e il “nuovo” Hasegawa comprensivo del set di miglioramento della Verlinden e delle fotoincisioni Part per il canopy .

                             Stuka prototipo

Motorizzato con un britannico Rolls-Royce “Kestrel” e dotato di una caratteristica doppia deriva il modello rappresenta il capostipite di una lunga famiglia di aerei destinati al bombardamento di precisione in picchiata : il celeberrimo JU87 “ STUKA “.
Dopo il primo volo del settembre 1935 vengono apportate alcune modifiche prima all’impianto di raffreddamento del motore ,radiatore ingrandito , ( Ju87V3 ) poi la sostituzione della doppia deriva con una singola alta e sottile da origine al JU87V3 infine la sostituzione del motore con lo JUMO 210 di produzione nazionale ( JU87V4 ) , qui finiscono i prototipi sperimentali ed inizia la produzione con la versione JU87A1.
Come modello base ho utilizzato un vecchio kit Airfix che è stato completamente ricostruito , sommariamente ecco il lavoro svolto in collaborazione con l’amico G.Duranti che ha realizzato le parti metalliche in alluminio.La parte inferiore della cofanatura motore è stata asportata e ricostruita in alluminio compresi i flabelli del radiatore rappresentati chiusi . I vecchi scarichi stampati sulla plastica sono stati eliminati e sostituiti con dei tubetti in ottone opportunamente sagomati .I due piani orizzontali di coda sono stati incollati insieme ( confrontandoli sul trittico allegato ) per formare la base della doppia deriva verticale che è stata ricostruita in alluminio.
La fusoliera è stata opportunamente modificata nella parte posteriore per alloggiare la nuova deriva , sempre facendo riferimento ai disegni allegati, la nuova carenatura del ruotino di coda è in alluminio .
Partendo dal carrello fornito dal kit ed aggiungendo molto plasticard , stucco per metalli e “olio di gomito” sono stati ricavati i nuovi pantaloni del carrello .
Il bordo di entrata alare è stato modificato inserendo una leggera freccia nella parte terminale
Tutte le parti sono state incollate insieme , facendo particolare cura all’allineamento, le pannellature sono state reincise , per ultimo sono stati messi i montanti del carrello
( filo di acciaio ) e dei piani di coda .
La verniciatura è in alluminio , come si vede dalle fotografie allegate , il colore non è uniforme ma invece risulta molto contrastato , infatti essendo un prototipo i pannelli del rivestimento sono lavorati in maniera diversa rispetto ad un ‘esemplare di produzione e quindi assumono colorazioni e riflessi molto particolari. Per simulare questo fenomeno ho dato una prima mano di alluminio schiarito con del bianco per uniformare la base e successivamente ho colorato i vari pannelli con delle matite ( marrone, nero, grafite) poi ho dato una mano di alluminio “Testor” molto leggera in modo tale che il colore dei vari pannelli facesse da contrasto .
Con delle decals nere ho fatto i camminamenti sulle ali , per finire ho dato una mano di trasparente satinato.
L’ultima operazione è stata quella di assiemare il tettino , i vari frames e le due aste dell’antenna con la relativa filatura rifatta con la lenza.